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Umberto Ramello - Fin da bambino lo affascinava il mondo dell’immagine ed il suo passatempo preferito era il disegnare riquadri come fotogrammi di una immaginaria pellicola e proiettarli con gli strumenti piu’ rudimentali ed impensati.

Solo a 19 anni ebbe  nelle mani la sua prima cinepresa super 8 a cui ne seguirono poi tante altre, compatibilmente con il denaro a disposizione,  alla ricerca del meglio.

Alcuni  corsi di tecniche di ripresa e di fotografia,  ma l’essenziale era liberare la fantasia: vacanze, piccole gite, manifestazioni , eventi, il mondo che ti circonda…tutto generava spunti per creare piccoli documentari che per lui contavano molto.

Morto il super  8,  dopo la prima telecamera prosumer  approdava a modelli professionali   che gli hanno permesso di farsi conoscere anche sotto l’aspetto qualitativo: di qui sono nate le collaborazioni con diversi studi fotografici affermati il cui prodotto da sempre si distingue nella giungla dei reportages di nozze.

Parallelamente all’attivita’ di matrimonialista  da circa un decennio si occupa della realizzazione di documentari concernenti manifestazioni, eventi e rievocazioni storiche principalmente per il Comune di Alpignano dove risiede ed occasionalmente per altri enti, associazioni storico culturali, gruppi  storico-militari.

Nell’ultimo biennio ha militato come cameraman esterno al seguito del noto conduttore Umberto Clivio per la rubrica “Campane a Festa” in onda su numerose Tv private.

Recentemente in collaborazione con l’amico/maestro  Tommy Ruata si occupa della realizzazione di filmati in prevalenza enogastronomici destinati alla WEB-TV.


Tommy Ruata - Pochi possono vantare di scoprire la propria vocazione a 12 anni e mantenerla tutta una vita.

Si potrebbe affermare che si è avvicinato al cinema quasi per caso, circa 50 anni fa. Fu un giovane maestro elementare appassionato di cinematografia, che decise di far interpretare ai suoi scolari della quinta, una breve storia partigiana. I ricordi della seconda guerra mondiale erano ancora vivi, erano passati solo dodici anni dalla sua fine. Venne realizzato nei prati circostanti la scuola e nei pomeriggi liberi da compiti. Questo nuovo modo di esprimersi lo incuriosì assai. L’occasione ghiotta si presentò alcuni anni dopo, quando conobbe uno dei due figli di quello che sarebbe diventato poi “il grande Marvin”, che lo convinse a comprarsi una Bell & Howell (d’occasione) con carica a molla, una torretta girevole con tre ottiche fisse, tutta rigorosamente manuale ed un esposimetro.

Li acquistò con i soldini racimolati dai parenti e un giorno finalmente questi ”gioielli” erano nelle sue mani! Ma non bastava solo la cinepresa, ci voleva anche la pellicola che costava non poco e allora, bisognava accontentarsi.

Ma questo non lo soddisfava. Doveva assolutamente fare qualcosa di più, qualcosa di professionale, prendere lezioni da un vero professionista se voleva diventare qualcuno. Così, dopo aver frequentato un corso triennale a Roma, presso l’Accademia Italiana di Cinematografia ed essersi diplomato in regia cine-televisiva, conobbe un  giovane regista: Carlo Ausino (regista di “Torino violenta e Killer’s play list)”, che era alla ricerca di un cineoperatore (con funzioni di Direttore della Fotografia) per un film che doveva girare in quel periodo e anche questo su una storia partigiana, si chiamava ”L’ora della Pietà”. Fra gli interpreti c’erano Margherita Fumero e Valeria Ciangottini, ottime attrici teatrali. Così è cominciata la sua avventura.

Ad un concorso RAI  per la ricerca di telecineoperatori per la sede della sua città, venne selezionato per lavorare come “esterno”  in troupe che venivano allestite ogni mese, per produzioni più o meno importanti, ed una di queste troupe di cui faceva parte, venne utilizzata dall’allora esordiente regista Ermanno Olmi nella realizzazione di un lungometraggio a soggetto e trasmesso poi dalla RAI, successivamente.

Erano tempi in cui la RAI aveva pochi rivali in questo campo;  questa professione o si faceva nel mondo del cinema o si faceva in RAI. A quel tempo, insieme alle riprese in elettronica (che erano all’inizio), in RAI esisteva ancora il settore cinematografico che insegnava alla grande.

Il telecineoperatore è l’occhio del regista, è responsabile dell’esito finale del racconto per immagini, sceglie ed utilizza qualunque mezzo atto alla ripresa relativi alla miglior realizzazione della trasposizione filmica dell’idea originale.  Conosce perfettamente il linguaggio d’espressione cinematografico e televisivo.

Molto pignolo nella ricerca di immagini “non comuni”, e si avvale di collaboratori di cui gode la massima fiducia.

E’ stato regista TV per un paio d’anni, in una trasmissione in diretta e, come regista di studio in alcuni talk-show.

Diventato successivamente anche giornalista televisivo, realizzando numerosi servizi televisivi TG per alcune TV private ed anche per la RAI.

La sua principale occupazione ora è la realizzazione di filmati enogastronomici e non, da inserire sulla neonata WEB-TV.


 


Lorenzo Tablino - E' nato in Alba nel 1946. Coniugato, con 2 figli, si è diplomato enotecnico in Alba nel 1968. Dal 1969 al 2004 ha lavorato nelle cantine di Fontanafredda; attualmente svolge attività di consulente, con particolare riferimento ai temi legati alla qualità e immagine dei vini.
Giornalista-pubblicista, collabora a giornali locali e riviste specializzate del settore tra cui Barolo & Co, Vigne e Vini e Il Sommelier.
Ha pubblicato “Centoventicinque anni tra vigneti e cantine” (storia per immagini documenti e testimonianze sulle cantine Fontanafredda) e “Racconti del vino” (personaggi e tradizioni di Langa, Roero e Monferrato), edito dai Cavalieri dei Tartufo e dei Vini di Alba.
Docente ONAV dal 1988, ha tenuto sin dal 1977 relazioni, corsi, dibattiti, degustazioni guidati in vari ambiti, sia in Italia che all'estero.
Ha svolto, a partire dal 1982, in modo sistematico attività di comunicazione specifica per la FONTANAFREDDA in varie iniziative promozionali con relazioni, degustazioni e dibattiti, in Italia ed all'estero e con la pubblicazione di 3 volumi.
E' presidente del Circolo dei Crotè - sezione enoculturale del CRAL di Fontanafredda - e vicepresidente della SIVE (Società Italiana di Viticoltura ed Enologia).

 


Umberto Ramello - Fin da bambino lo affascinava il mondo dell’immagine ed il suo passatempo preferito era il disegnare riquadri come fotogrammi di una immaginaria pellicola e proiettarli con gli strumenti piu’ rudimentali ed impensati.

Solo a 19 anni ebbe  nelle mani la sua prima cinepresa super 8 a cui ne seguirono poi tante altre, compatibilmente con il denaro a disposizione,  alla ricerca del meglio.

Alcuni  corsi di tecniche di ripresa e di fotografia,  ma l’essenziale era liberare la fantasia: vacanze, piccole gite, manifestazioni , eventi, il mondo che ti circonda…tutto generava spunti per creare piccoli documentari che per lui contavano molto.

Morto il super  8,  dopo la prima telecamera prosumer  approdava a modelli professionali   che gli hanno permesso di farsi conoscere anche sotto l’aspetto qualitativo: di qui sono nate le collaborazioni con diversi studi fotografici affermati il cui prodotto da sempre si distingue nella giungla dei reportages di nozze.

Parallelamente all’attivita’ di matrimonialista  da circa un decennio si occupa della realizzazione di documentari concernenti manifestazioni, eventi e rievocazioni storiche principalmente per il Comune di Alpignano dove risiede ed occasionalmente per altri enti, associazioni storico culturali, gruppi  storico-militari.

Nell’ultimo biennio ha militato come cameraman esterno al seguito del noto conduttore Umberto Clivio per la rubrica “Campane a Festa” in onda su numerose Tv private.

Recentemente in collaborazione con l’amico/maestro  Tommy Ruata si occupa della realizzazione di filmati in prevalenza enogastronomici destinati alla WEB-TV.


Tommy Ruata - Pochi possono vantare di scoprire la propria vocazione a 12 anni e mantenerla tutta una vita.

Si potrebbe affermare che si è avvicinato al cinema quasi per caso, circa 50 anni fa. Fu un giovane maestro elementare appassionato di cinematografia, che decise di far interpretare ai suoi scolari della quinta, una breve storia partigiana. I ricordi della seconda guerra mondiale erano ancora vivi, erano passati solo dodici anni dalla sua fine. Venne realizzato nei prati circostanti la scuola e nei pomeriggi liberi da compiti. Questo nuovo modo di esprimersi lo incuriosì assai. L’occasione ghiotta si presentò alcuni anni dopo, quando conobbe uno dei due figli di quello che sarebbe diventato poi “il grande Marvin”, che lo convinse a comprarsi una Bell & Howell (d’occasione) con carica a molla, una torretta girevole con tre ottiche fisse, tutta rigorosamente manuale ed un esposimetro.

Li acquistò con i soldini racimolati dai parenti e un giorno finalmente questi ”gioielli” erano nelle sue mani! Ma non bastava solo la cinepresa, ci voleva anche la pellicola che costava non poco e allora, bisognava accontentarsi.

Ma questo non lo soddisfava. Doveva assolutamente fare qualcosa di più, qualcosa di professionale, prendere lezioni da un vero professionista se voleva diventare qualcuno. Così, dopo aver frequentato un corso triennale a Roma, presso l’Accademia Italiana di Cinematografia ed essersi diplomato in regia cine-televisiva, conobbe un  giovane regista: Carlo Ausino (regista di “Torino violenta e Killer’s play list)”, che era alla ricerca di un cineoperatore (con funzioni di Direttore della Fotografia) per un film che doveva girare in quel periodo e anche questo su una storia partigiana, si chiamava ”L’ora della Pietà”. Fra gli interpreti c’erano Margherita Fumero e Valeria Ciangottini, ottime attrici teatrali. Così è cominciata la sua avventura.

Ad un concorso RAI  per la ricerca di telecineoperatori per la sede della sua città, venne selezionato per lavorare come “esterno”  in troupe che venivano allestite ogni mese, per produzioni più o meno importanti, ed una di queste troupe di cui faceva parte, venne utilizzata dall’allora esordiente regista Ermanno Olmi nella realizzazione di un lungometraggio a soggetto e trasmesso poi dalla RAI, successivamente.

Erano tempi in cui la RAI aveva pochi rivali in questo campo;  questa professione o si faceva nel mondo del cinema o si faceva in RAI. A quel tempo, insieme alle riprese in elettronica (che erano all’inizio), in RAI esisteva ancora il settore cinematografico che insegnava alla grande.

Il telecineoperatore è l’occhio del regista, è responsabile dell’esito finale del racconto per immagini, sceglie ed utilizza qualunque mezzo atto alla ripresa relativi alla miglior realizzazione della trasposizione filmica dell’idea originale.  Conosce perfettamente il linguaggio d’espressione cinematografico e televisivo.

Molto pignolo nella ricerca di immagini “non comuni”, e si avvale di collaboratori di cui gode la massima fiducia.

E’ stato regista TV per un paio d’anni, in una trasmissione in diretta e, come regista di studio in alcuni talk-show.

Diventato successivamente anche giornalista televisivo, realizzando numerosi servizi televisivi TG per alcune TV private ed anche per la RAI.

La sua principale occupazione ora è la realizzazione di filmati enogastronomici e non, da inserire sulla neonata WEB-TV.


 


Lorenzo Tablino - E' nato in Alba nel 1946. Coniugato, con 2 figli, si è diplomato enotecnico in Alba nel 1968. Dal 1969 al 2004 ha lavorato nelle cantine di Fontanafredda; attualmente svolge attività di consulente, con particolare riferimento ai temi legati alla qualità e immagine dei vini.
Giornalista-pubblicista, collabora a giornali locali e riviste specializzate del settore tra cui Barolo & Co, Vigne e Vini e Il Sommelier.
Ha pubblicato “Centoventicinque anni tra vigneti e cantine” (storia per immagini documenti e testimonianze sulle cantine Fontanafredda) e “Racconti del vino” (personaggi e tradizioni di Langa, Roero e Monferrato), edito dai Cavalieri dei Tartufo e dei Vini di Alba.
Docente ONAV dal 1988, ha tenuto sin dal 1977 relazioni, corsi, dibattiti, degustazioni guidati in vari ambiti, sia in Italia che all'estero.
Ha svolto, a partire dal 1982, in modo sistematico attività di comunicazione specifica per la FONTANAFREDDA in varie iniziative promozionali con relazioni, degustazioni e dibattiti, in Italia ed all'estero e con la pubblicazione di 3 volumi.
E' presidente del Circolo dei Crotè - sezione enoculturale del CRAL di Fontanafredda - e vicepresidente della SIVE (Società Italiana di Viticoltura ed Enologia).

 


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