
A Verona dal 28 al 30 gennaio 2011 su iniziativa del “Consorzio Tutela Vino Valpolicella” - tra i più attivi in Italia - alla presenza di numerosi giornalisti internazionali di settore e di un pubblico selezionato e competente appositamente convenuto, è stata presentata “Anteprima Amarone 2007”; ovvero, il debutto dell’annata 2007 che resterà negli annali della Valpolicella, finalmente pronto per la commercializzazione;
E’ opinione comune definire l’Amarone, un vino dalla personalità importante, ritenuto un tempo: vino “per pochi eletti”; ora però, grazie ad una più lungimirante comunicazione e promozione intrapresa dal “Consorzio di Tutela”, l’Amarone sta conoscendo un successo trasversale in procinto di tradursi in “fenomeno di costume”.
Infatti, ogni anno nel mondo, a testimoniare la valenza di questo nobile vino, si stappano 13 milioni di bottiglie di solo Amarone, ovvero quasi 100 milioni di consumatori, entrano in contatto con un vino che rende onore e soddisfazione ai Produttori e che conferisce ulteriore prestigio al “ Made in Italy”.
Luca Sartori - Presidente del “Consorzio di Tutela dei Vini della Valpolicella” – che intervisto ribadisce: “… l’ Amarone, è un vino che ha un’anima sempre più moderna e la sua complessità non è solo organolettica, ma risiede nella stessa idea di vino di cui è espressione assai “trendy” che fa tendenza e che impone una linea di mercato con ripercussioni positive dal punto di vista economico e commerciale per tutta la filiera...”.
“…Non a caso l’Amarone è anche uno dei vini italiani con le migliori performance per l’ export degli ultimi anni; i consumatori dei mercati esteri, ne sono attratti dal nome e dal metodo di produzione, ma anche dalla facilità con cui riescono ad avvicinarlo rispetto ai sangiovese ed al nebbiolo…”, mi conferma la Direttrice del Consorzio Dott.ssa Olga Bussinello.
A detta dei colleghi e degli esperti con cui mi sono confrontato, la prima impressione dopo numerosi e casuali assaggi, è decisamente buona, con punte di eccellenza.
Ma per approfondire meglio la conoscenza, del “re” dei vini della Valpolicella, è necessario una puntata in Valpolicella zona classica e storica di produzione della famosa “Doc” che si estende lungo la fascia collinare racchiusa tra i Comuni di Negrar, Marano, Fumane, Sant’Ambrogio, San Pietro in Cariano.
Percorriamo una delle più belle zone del Veneto che grazie alle caratteristiche pedoclimatiche favoriscono la coltivazione degli ulivi e delle viti sulle colline prospicienti la sponda di levante del vicino lago di Garda, a pochi chilometri da Verona.
In questo caratteristico fazzoletto di terra, numerose sono le “Vinicole” incastonate nel microcosmo della Valle che presentano caratteristiche “artigianali” dal sapore antico; infatti, non c’è bisogno di essere “grandi e blasonati” per fare dei superbi vini, quando trionfa l’amore antico e forte per la terra ed il sacrificio. ….”.
I vini della Valpolicella sono il risultato di uvaggi autoctoni quali: la Corvina veronese, il Rondinella, la Molinara, miscelati in percentuali diverse ed apprezzati per il loro potere colorante, per la concentrazione zuccherina e per la grande capacità di adattamento all'appassimento; essi sono per l’appunto, i vitigni principali per la produzione dell’ Amarone.
All’inizio della vendemmia, il processo di selezione e raccolta manuale dei grappoli integri utilizzati per l'Amarone, necessita dell’ occhio attento di persone di grande esperienza prima di subire l’ appassimento sul graticcio di canne di bambù o in cassette di legno, sempre curati, assistiti e sorvegliati con certosina costanza.
Il profumo che si respira nei grandi sottotetti adibiti all'appassimento, tipici dell’ aziende vitivinicole della Valpolicella tra settembre e gennaio, è qualcosa di indescrivibile! …..
L'appassimento, secondo il disciplinare, deve durare almeno fino al gennaio dell'anno successivo a quello della vendemmia, ma i più si spingono anche oltre, per la pigiatura.
Il mosto, molto concentrato per il lungo appassimento delle uve, a causa della rigida temperatura, fermenta lentamente per raggiungere, anche i 16 gradi alcolici.
Terminata la fermentazione, l'Amarone viene quindi messo in grandi botti di rovere per la stagionatura e l’affinamento che può durare anche 5 anni ed oltre…
Tutto ciò conferisce al “nobile vino” un gusto più morbido, rotondo e ricco, con aromi di frutta matura e secca, liquirizia con sentori di pelle, tabacco e caffè; rotondo e piacevole, grazie ai suoi morbidi tannini.
Per quanto sia indicato come vino da meditazione è eccellente per accompagnare piatti ricchi e saporiti, cacciagione e formaggi stagionati; quindi, il miglior modo per gustare l'Amarone è da solo, a fine pasto, magari di fronte a un caminetto scoppiettante in compagnia di vecchi amici o meglio, in “dolce compagnia”… perché l’Amarone, è un vino assai “intrigante e ruffiano” che esercita una forte attrazione sul pubblico femminile e giovanile dai gusti decisamente più inclini all’armonia, all’eleganza ed all’appagamento dei sensi”…
A questo punto, con tali premesse, non si potrà certo rimanere insensibili al richiamo di una bella bottiglia di Amarone della Valpolicella… ma, “occhio vivo” amici miei: diffidate delle imitazioni!… e che il buon Bacco vi illumini nella scelta!


































