
SOAVECRU SI PRESENTA
In occasione di Vulcania, la nuova associazione di valorizzazione del Soave incontra la stampa
Soavecru è pronto per presentare il suo progetto fatto di uomini e vigneti.
Avverrà venerdì 17 giugno, al termine dell’evento Vulcania. Le 16 piccole aziende socie incontreranno i giornalisti della stampa nazionale e veneta per illustrare la propria filosofia e fare toccare con mano i primi progetti sperimentali, avviati per rendere la viticoltura sempre più sostenibile e la qualità del Soave sempre più alta.
Volutamente la presentazione di Soavecru si terrà al termine dell’evento ideato dal Consorzio di Tutela Soave per valorizzare la denominazione e le sue migliori espressioni: Vulcania, per dare così l’opportunità ai giornalisti di unire due importanti momenti.
“L’associazione vuole dimostrare come si possa crescere insieme: se ci uniamo il nostro valore sarà maggiore della somma delle nostre singole identità" afferma Sandro Gini, presidente dell'associazione "Soavecru è un’associazione nata per fare conoscere l’alta qualità delle piccole produzioni del Soave. Non vuole essere un gruppo elitario ma., al contrario, è aperta a chi si vuole impegnare per rilanciare questo straordinario vino”
IL SOAVE: VINI E VULCANI
Con il progetto Vulcania, il Consorzio di Tutela del Soave
ha avviato un’importante stagione di approfondimento
sull’identità del prodotto e sui valori materiali ed immateriali
non esportabili.
Dopo zonazione, paesaggio e longevità dei vini bianchi,
era strategico arricchire di nuovi signifi cati tecnici e culturali,
il Soave.
In questa direzione ci siamo quindi mossi con grande determinazione,
convinti che l’origine vulcanica dei suoli, i
caratteri ambientali e paesaggistici in interazione con la
Garganega ed il Trebbiano di Soave, creino una combinazione
perfetta per un vino bianco inimitabile.
In questo percorso di conoscenza, sostenuto dalla Regione
Veneto e Veneto Agricoltura, abbiamo già registrato
importanti risultati.
I produttori, con sempre più forza, evidenziano fi n dalle
etichette questi valori e seguono percorsi tecnici tali da
valorizzare non solo i caratteri fruttati e fl oreali, ma anche
la forte mineralità dei nostri vini. Questa consapevolezza
si manifesta con sempre più frequenti riferimenti alla “vulcanicità”
della zona di provenienza. Lo stesso vocabolario
utilizzato nella presentazione dei prodotti si è arricchito di
una terminologia specifi ca.
Per il Consumatore, il messaggio “vino bianco dei suoli vulcanici”
risulta estremamente semplice da sedimentare,
diventando quasi una categoria enologica nella quale
il Soave recita un ruolo fondamentale. L’accostamento
della parola “vulcano” a produzioni di pregio induce
indubbiamente suggestioni positive a livello cognitivo,
come fascino, mistero, forza, fuoco e mito.
Anche il modo della comunicazione, da sempre alla ricerca
di nuove chiavi di lettura, ha accolto con grande favore
questa esperienza sospesa tra ricerca e promozione.
La soddisfazione più grande viene però dagli altri territori
italiani con caratteristiche “vulcaniche” che riconoscono
al Soave la lungimiranza e la sensibilità nel tracciare sempre
per primi percorsi e progetti di alto contenuto innovativo.
Rigenerando valori e identità.
Un percorso virtuoso quello che sta coinvolgendo molti
territori dal Soave dall’Etna dagli Euganei, a Pantelleria,
animando per tutto l’anno questo forum internazionale
di vini bianchi dei Suoli Vulcanici. Un’esperienza di conoscenza
e di sensorialità che abbiamo portato a New York
City, a Dusseldorf, a Londra, a Bordeaux, proprio per comunicare
la tipicità di un vino inimitabile che non ha mai
tradito la propria identità.
La terza edizione di Vulcania continua questa esperienza,
focalizzando l’attenzione sui parametri sensoriali più identifi
cativi di questi vini, e lo fa anche questa volta, al massimo
livello tecnico senza perdere di vista i valori culturali, che
legano da sempre Vini e Vulcani.


































